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Certosa di S. Lorenzo - Salerno
  Luogo: Padula
Indirizzo: Viale Certosa, 1
Telefono: 800/219661
Giorni per visitarlo: Lunedi, Martedi, Mercoledi, Giovedi, Venerdi, Sabato, Domenica
Tematica: Abbazie e Certose
Sito web: Certosa di S. Lorenzo ...
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 Descrizione dell'abbazia

La Certosa fu eretta per volere del conte Tommaso Sanseverino all'inizio del Trecento. Della costruzione originale oggi sopravviono solamente alcune parti, come il portale del tardo Trecento e la copertura a crociera della chiesa. I rimaneggiamenti e le modifiche presero l'avvio dalla seconda metà del Cinquecento e terminarono nel Settecento. La struttura architettonica della Certosa riprende in tutto e per tutto lo stile imposto dalla congregazione. Si tratta infatti di un complesso che si accorda alle gerarchie monastiche dei certosini, separati in monaci di clausura e conversi. Con l'arrivo di Napoleone all'inizio dell'Ottocento e la soppressione degli ordini religiosi, la Certosa fu abbandonata e spogliata del patrimonio artistico e librario. Dopo una breve stagione in cui l'ordine fece ritorno alla Certosa, alla fine dell'Ottocento essa fu nuovamente abbandonata. Il recupero della struttura ebbe inizio ngli anni'60 del Novecento. La Certosa è composta da diversi ambienti con differenti destinazioni d'uso. La corte esterna è lo spazio attorno al quale si organizzavano le attività lavorative. Presso il cortile si trovavano le cantine, le stalle, i forni, i depositi, il frantoio e la spezieria. La facciata della Certosa presenta elementi architettonici tardo cinquecenteschi cui si sovrappongono decorazioni barocche come le statue dei santi posti presso l'ingresso. La pavimentazione della corte è ancora quella originaria in pietra. Un'altra sezione della Certosa è la foresteria, presso la quale venivano ospitati personaggi eminenti. Il locali destinati all'ospitalità si trovano nella parte superiore del chiostro. In quest'area di costruzione tardo cinquecentesca si trova una piccola cappella decorata con stucchi nel Settecento, mentre gli affreschi del porticato sono opera di Domenico Gargiulo. La chiesa presenta in facciata un portale riccamente decorato in cedro del Libano, probabilmente realizzato da Baboccio da Piperno alla fine del Cinquecento. La struttura ad aula unica si apre sulle cappelle poste sulla destra. All'interno sono presenti, in accordo con la separazione tra padri di clausura e conversi, due cori. Quello riservato ai conversi è opera del primo Cinquecento di Giovanni Gallo, mentre l'altro, sempre della stessa epoca, subì delle modifiche. La pavimentazione della zona dei padri di clausura è in maiolica e cotto. L'altare maggiore fu realizzato in madreperla e scagliola arricchita da lapislazzuli da Giovan Domenico Vinaccia. La decorazione in stucco dorato è un'aggiunta settecentesca, mentre sulla volta sono visibili affreschi di Michele Ragolìa raffiguranti episodi del Vecchio Testamento. Dalla chiesa si accede alla Sala del Capitolo, un ambiente decorato con stucchi che contiene statue di Domenico Lenmico, e alla Cappella del Tesoro, decorata anch'essa con stucchi dorati, dove venivano custoditi gli apparati e gli oggetti preziosi della Certosa. Il complesso comprende anche un cimitero circondato da un chiostro che, dal punto di vista architettonico, è ascrivibile al Settecento. Presso il chiostro si trova la Cappella del Fondatore con all'interno il sarcofago marmoreo decorato di Tommaso di Sanseverino. Presso l'ambiente della cucina, aggiunta settecentesca, è visibile un affresco seicentesco che raffigura una scena di Deposizione alla quale assistono i monaci. Il refettorio, anch'esso settecentesco, contiene un dipinto parietale che riporta l'episodio delle Nozze di Cana, opera di Alessio d'Elia. La pavimentazione è in marmi colorati e le porte marmoree sono decorate. La cella del Padre è un ambiente composto da dieci locali e dotato di una cappella decorata a stucco e dedicata a San Michele Arcangelo. Al suo interno sono presenti anche dipinti settecenteschi raffiguranti storie della vita del Santo. La cella comunica con un giardino, tramite un porticato affrescato da Francesco De Martino da Buonabitacoio, e con la biblioteca. Il Chiostro Grande è una costruzione di imponenti dimensioni articolata in due piani. L'inizio della costruzione risale al tardo Cinquecento e mentre il termine dei lavori avvenne quasi duecento anni dopo. Intorno ad essa si trovano le oltre venti celle che ospitavano i monaci. Una delle caratteristiche più peculiari della Certosa è la scalinata ellittica che raccorda i due piani di questo chiostro. Si tratta di una realizzazione architettonica di grande effetto, progettata da Gaetano Barba.
 Opinioni sull'abbazia

Utente: luigi
Opinione:
Una perla nel deserto!

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